Saturday, 4 May 2013

Commento: Le Terrificanti Storie di Zio Montague


Autore: Chris Priestley
Titolo Originale: Uncle Montague's Tales of Terror
Titolo Italiano: Le Terrificanti Storie di Zio Montague
Anno Pubblicazione: 2007

Genere: romanzo fantastico, horror
Ambientazione: Inghilterra



Giudizio: 8/10




Chris Priestley ci offre un ottimo esempio di racconti del terrore per giovani lettori, ma lo spessore e il fascino di queste storie rendono il libro godibile anche agli adulti. 
Le vicende sono legate fra loro da un invisibile filo che si paleserà solo alla fine; la cornice narrativa che fa da sfondo a queste storie è la vicenda del giovane Edgar che, attraversava spesso un bosco misterioso per raggiungere l'inquietante casa dell'altrettanto inquietante zio Montague; come Doroty attraversava l'arcobaleno per immaginare un mondo diverso da quello in cui si trova, così Edgar attraversa i rovi e le secche fronde per cercare nuovi stimoli dai racconti dello zio. 




Lo zio Montague all'arrivo del giovane, lo invita nel suo studio a prendere un tè e davanti al camino inizierà la rituale narrazione di ansiogene vicende che hanno come protagonisti ragazzini disubbidienti e, forse, particolarmente sfortunati. Il pretesto di queste storie nasce da oggetti che troneggiano nello studio dello zio, dai quali scaturiscono suggestioni di fascino e paura per i temi narrati. 


Le storie narrate sono nove: 1. Non salire;
                                           2. La non-porta;
                                           3. La scultura del demone;
                                           4. Le offerte;
                                           5. La potatura invernale;
                                           6. La cornice dorata;
                                           7. Il jinn;
                                           8. Una storia di fantasmi;
                                           9. Il sentiero.

Il libro si configura come una fiaba moderna dove i bambini protagonisti, per negligenza o indole ribelle, non ubbidiscono, non prestano attenzione ai moniti degli adulti e non si curano di vecchie leggende; a differenza, però, dei più noti protagonisti delle fiabe classiche, Joseph, Matthew, William e tutti gli altri sono vittime della loro stessa incoscienza, destinati dunque a convivere con gli sbagli commessi finché erano in vita.

La narrazione di queste storie diventa dunque per lo zio, un modo per proteggere Edgar da un infelice futuro, fatto di morte, maledizioni e disperazione. Alla fine si scoprirà che l'arcigno zio è tutt'altro che un uomo inquietante che abitava nel folto bosco, ma...



Da leggere insieme a dei bambini coraggiosi o da soli, per riscoprire il fascino della paura.


A.M.

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