Sunday, 19 May 2013

Commento: To Beguile A Beast / Come d'Incanto (serie La Leggenda dei Quattro Soldati)


Autore: Elizabeth Hoyt
Titolo Originale: To Beguile A Beast
Titolo Italiano: Come d'Incanto
Anno di Pubblicazione: 2009
 
Genere: Romance
Ambientazione: Scozia e Londra, età georgiana
Serie: 3° della serie Legend of the Four Soldiers


Giudizio: 10/10






Il mio primo approccio con Elizabeth Hoyt non fu dei migliori, mi riferisco a Wicked Intentions, motivo per cui avevo dei dubbi preconcetti su questo romanzo; tra l'altro il fatto che, a quanto ho visto, la Hoyt prediliga il periodo georgiano per ambientare i suoi racconti, purtroppo mi indispone leggermente (è un epoca storica che, socialmente parlando, non amo particolarmente), ciononostante, approcciandomi alla lettura di questo libro ho fatto un fioretto: cercare di essere immune a tale aspetto; fioretto che comunque si è rivelato poco necessario dato che la storia si svolge per gran parte in un rudere scozzese immerso nelle Highlands.

E' un buon libro, mi è certamente piaciuto molto.
La storia è molto buona, ha uno svolgimento accattivante e ben delineato.
Ho apprezzato molto che l'autrice non abbia creato dei personaggi troppo angelici, perfetti o redenti: la protagonista femminile, ad esempio, è una donna che, anni prima, ha fatto un errore madronale che le ha condizionato la vita in tutto e per tutto; ma la Hoyt non la fa apparire una povera vittima, come invece capita spesso di leggere, tutt'altro, in qualche modo la giudica per il suo sbaglio e non la scusa perché molto giovane, perché sognatrice o perché impulsiva, più semplicemente la fa convivere con il suo errore e con quello che ne deriva.




Helen Fitzwilliam è in fuga da Londra con i suoi due figli di nove e cinque anni, Abigail e Jamie; amante per quattordici anni del potentissimo duca di Lister, è stanca di essere trattata come un oggetto dal lord, il quale abituato, per indole e per stato sociale, ad avere tutto ciò che vuole, ritiene la sua amante e i suoi due figli, nati dalla loro unione, come mere proprietà che devono sottostare al suo comando e che soprattutto non devono in alcun modo sfidarlo, ad esempio scappando dalla suo controllo. 
Con l'aiuto e su consiglio di lady Vale (To seduce a sinner), Helen si reca nottetempo in Scozia a Castle Graves, residenza di Sir Alistair Munroe, per offrirsi come governante; le Highlands, infatti, sembrerebbero essere il posto ideale per fuggire dalle grinfie di Lister e, seppur priva di ogni tipo di esperienza, tenta il tutto e per tutto.
Tuttavia, quello che lei e i suoi due bambini trovano al loro arrivo, durante una notte piovosa, è tutto tranne che promettente: Castle Graves è un rudere che sembrerebbe essere abbandonato (le immagini descritte sono anche abbastanza suggestive); ma quello che veramente li coglie di sorpresa, per non dire spavento, è che ad aprire il massiccio portone è una figura illuminata solo da una candela, affiancata da un cane poiuttosto imponente; spinta dalla disperazione Helena si presenta, ma lo fa con il nome di Halifax, spiegando il motivo per cui si trova alle porte del castello e presentando la lettera di raccomandazione di lady Vale; un lampo che illumina la stanza in cui i quattro si trovano, mostra però, la figura dell'uomo: Sir Alistair Munroe è un uomo sfigurato, privo di un occhio, con un lato del viso percorso da cicatrici e senza due dita della mano destra; la piccola Abigail impaurita dall'improvvisa e scioccante visione, urla, non aiutando la situazine già poco semplice. Ciononostante, dopo uno scambio di battute tra Helen ed Alistair, questo decide di farli restare per la notte ma chiarisce anche che il giorno successivo sarebbero dovuti andarsene.
Helen è però una donna testarda, determinata e disperata e, decisa a rimanere nelle Highlands fa tutto quello che in suo potere per farsi accettare, anche imponendo la sua presenza nel lugubre castello, abitato solo dal suo padrone, il suo cane e un inutile ubriacone, unico domestico di Castle Graves che a sua volta versa in situazione disastrosa, decadente, sporca e vuota.
Alistair che è un uomo solitario, non per scelta aggiungerei, inizialmente si oppone fermamente alla presenza dei tre indesiderati, ma in poco tempo si affezionerà a loro e allo spirito che riportano nella sua vita. Da subito attratto dalla sua nuova governante, cercherà di resistere alla tentazione di avvicinarla, timoroso di essere respinto per il suo mostruoso aspetto; ma sottovaluta il cuore della donna.
Purtoppo la minaccia del duca di Lister è sempre in agguato e Helen ne è ben consapevole.



Ho adorato i due bambini, ho apprezzato moltissimo Helen, per i motivi che ho elencato ad inizio commento e mi è piaciuto tanto anche Alistair. La storia ha un non so che della Bella e la bestia.
C'è stata una scena molto toccante, quella in cui muore lady Grey, il cane e compagno di una vita di sir Alistair: da subito è palese il fortissimo legame che c'è tra i due, che ormai da anni vivono una vita di solitudine, facendosi compagnia a vicenda.
La storia passata del tenebroso padrone di Castle Graves è molto triste e dolorosa, è un naturalista che durante i conflitti fra i coloni britannici e francesi sul territorio Nord Americano, si reca nel nuovo continente per studiarne la flora e la fauna su richiesta del re stesso; tuttavia durante una delle sue ricerche al seguito del Ventottesimo reggimento inglese, viene coinvolto in un'imboscata congiunta dei francesi e degli indiani e catturati da quest'ultimi vengono selvaggiamente toruturati.

E' un buon romanzo, di sicuro, nonostante abbia cominciato la serie da un punto illogico, la Legend of the four soldier, per ora mi attira molto di più di Maiden Lane. 



Buona lettura!


M.E.G.




Serie Legend of the four soldiers: 1. To taste temptation (Samuel, Emeline)
                                                            2. To seduce a sinner (Jasper, Melissande)
                                                            3. To beguile a beast (Alistair, Helen)
                                                            4. To desire a devil (Reynaud, Beatrice)


La bibliografia di Elizabeth Hoyt


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