Sunday, 15 September 2013

Commento: La Matematica delle Bionde

Autore: Federica Brunini
Titolo Originale: La matematica delle bionde
Titolo Italiano: La matematica delle  bionde

Anno Pubblicazione: 2013
Genere: Commedia romantica
Ambientazione: Contemporaneo, Milano
Serie: ---


Giudizio: 8½/10




Inizio a pensare che gli italiani (o meglio, le italiane) sanno veramente scrivere (e soprattutto ideare) romanzi rosa. Anna Premoli è un esempio lampante (Come inciampare sul principe azzurro e Ti prego lasciati odiare) e ora Federica Brunini, l’autrice del romanzo che sto per commentare.


La matematica delle bionde è stata un’offerta lampo su Amazon per Kindle e l’ho comprato, perché la copertina era bellina e perché poteva essere un romanzo divertente. Devo ammettere però che non gli davo molta fiducia.


Sbagliavo, shame on me (citando Taylor Swift).


E’ la storia di Camilla Casteldiani, giornalista e amante di Audrey Hepburn (ne sta scrivendo la biografia) e di uno scambio di quadri: Invece di ricevere quello di Audrey, riceve un quadro di Marilyn Monroe. Dopo aver cercato un contatto con il possessore del quadro e iniziato a fissare un incontro, appare Lei, Marilyn che con una battuta e un pupu-bidu-pa sconvolge la vita della protagonista, che smette di piangere per un amore finito e inizia una nuova vita.



Intanto iniziamo con il dire che questo romanzo è pieno di frasi “da evidenziare”, quelle cioè che contengono una verità assoluta, un pensiero profondo, una frase da scrivere sul diario, insomma. Esempio: Alla fine, noi siamo tutto quel che abbiamo, baby, non dimenticarlo mai.
Oppure, esempio 2: Noi donne siamo dotate di due armi formidabili, il trucco e le lacrime. Fortunatamente per gli uomini, non possono essere utilizzate contemporaneamente!

Potrei fare mille esempi, sono frasi molto carine e simpatiche, tutte dette da Marilyn, logicamente.
Veramente, sarei tentata di trascriverle tutte, solo per il piacere di rileggerle e condividerle.


Esempio 3: Un buon reggiseno è come l’uomo perfetto: è bello, ti sostiene e non ti delude mai.

Ok, la smetto.

Questo romanzo mi fa pensare al film Magic Mike: tutte siamo andate a vederlo per gli addominali degli spogliarellisti (ammettetelo!), ma alla fine abbiamo quasi pianto perché la storia era un po’ più profonda di quello che ci aspettavamo.

Così questa storia, all’apparenza è molto leggera, ma in fondo parla del percorso che deve fare una ragazza per superare una storia finita male. Che poi sono d’accordo con voi nel pensare che non è la fine del mondo, temi importanti sono la morte, la guerra etc… , però dovete ammettere che una delusione d’amore fa star male ed è capitata a tutti, chi più chi meno. E' una finestra sul mondo di oggi, la storia di una ragazza tipo che potrebbe essere ognuna di noi.

Camilla è fortunata perché ha Marilyn che la sosterrà nel percorso di “guarigione”; Noi povere anime abbiamo questo libro molto simpatico.

E la storia d’amore in sé, non è il punto focale del romanzo. Tutti, dopo aver letto il riassunto, possiamo pensare che alla fine andrà con il possessore del quadro di Marilyn (SPOILER: è vero), ma non è quello il fatto principale del romanzo: quello che viene veramente descritto è il cambiamento, la transizione. Il passaggio dal prima (ex ragazzo traditore, lavoro non soddisfacente etc..) al poi (…) grazie all’aiuto delle persone che ti vogliono bene (Marilyn in questo caso). Tornando al possessore del quadro, la sua identità è sconosciuta fino alla fine del romanzo, quindi non è poi così scontato come si può pensare.

“E’ troppo gentiluomo per essere un maschio! E’ bello, educato, raffinato, affascinante, elegante, comprensivo, sensibile, dolce, romantico… Un vero principe azzurro, ben felice della sua calzamaglia aderente…”

Consiglio assolutamente la lettura di questo romanzo, per farvi qualche risata e passare qualche ora in piacevole compagnia di Camilla e della sua amica Marilyn.
Buona lettura!

J.J.P.



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