Monday, 21 October 2013

Commento: Malatesta. Indagini di uno sbirro anarchico



Autore: Lorenzo Mazzoni
Titolo Originale: Malatesta. Indagini di uno sbirro anarchico
Anno Pubblicazione: 2011

Genere: Noir poliziesco
Ambientazione: Ferrara, contemporaneo
Serie: 1° della Trilogia (Nero Ferrarese, Il recinto delle capre, Il cinematografo) 
Giudizio: 9/10
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Premetto che ho scaricato il libro sul mio kindle per due semplici ragioni: la prima è che dovevo affrontare un viaggio di diverse ore e quindi volevo delle letture per ammazzare il tempo, la seconda è che questo libro era gratis. Unite queste due cose insieme, più il titolo che mi intrigava, ed ecco che ho scoperto questo autore.
La versione che ho scaricato contiene solo il primo racconto ma ho visto che sia in versione cartacea che su kindle si può trovare l'intera trilogia.

Quando scarico libri senza conoscere affatto la trama spesso, iniziando a leggere, rimango veramente inorridita: storie banali, personaggi senza grandi caratteristiche e soprattutto un pessimo modo di scrivere. Periodi troppo corti o troppo lunghi, termini usati superficialmente, a volte perfino errori grammaticali, così da chiedermi se chi oggi si mette a scrivere un libro ne abbia prima letti abbastanza.
Ma non è il caso di questo volume, questo mi è proprio piaciuto e mi ha coinvolto sin dall'inizio.
Appena cominciata la lettura mi sono trovata di fronte ad un comunicato dei NAR, e questo mi ha un po' spaventato (“ma cosa ho scaricato?”) ma poi andando avanti ho capito che non c'era nulla di strano, era semplicemente collegato al racconto.
Anche perchè avevo letto che il libro era dedicato a Federico Aldrovandi, e le due cose insieme non le capivo proprio.

“Nero Ferrarese” inizia con un omicidio. Qualcuno spara ad un giovane ragazzo aderente ad un movimento di estrema destra. A questo segue poi l'assassinio di un esponente cittadino della Lega Nord e un attentato in un centro sociale durante un concerto.
La città di Ferrara e la nazione tutta è nel panico. Si deve fare qualcosa per trovare e fermare i colpevoli.

Tutti si chiedono chi può esserci dietro a questi atti feroci.
Ad occuparsi del caso sarà Pietro Malatesta, un poliziotto per nulla ordinario; ogni sua caratteristica lo distingue dai suoi colleghi. Era un teppista, un ultra della Spal, ora gira per la città in bicicletta, non ha molti amici a lavoro tranne il suo fedele Appuntato, adora Starsky e Hutch e ciò che lo spinge a fare bene il suo lavoro è il desiderio di giustizia e di verità.
Neanche la sua famiglia si può definire un esempio di tradizionalità: vive con l'ex moglie e il suo nuovo ragazzo scemo e palestrato, un figlio adolescente pieno di passioni anomale e passeggere e sua madre, vedova che passa le giornate fumando erba.
Malatesta riuscirà a risolvere il caso grazie al suo intuito e alla sua costanza, potendo in più contare sull'aiuto di una giovane studentessa conosciuta mentre lei si faceva scattare foto erotiche.

La storia è ricca di episodi violenti, di crimini e di atti folli, ma non rinuncia all'ironia.
Ne risulta una lettura piacevole, scorrevole e dinamica.
Nonostante che sia un libro tutt'altro che pesante, che si termina in un paio di ore al massimo, offre, a mio parere, diversi spunti di riflessione.
Per quanto chi legge può conoscere già dall'inizio informazioni sui colpevoli (“i due uomini in nero”), è comunque spinto a proseguire la lettura, per capire cosa farà Malatesta e in che modo sagace e controcorrente affronterà la giornata.
Ciò che non mi convinceva all'inizio era il ritratto dei suoi familiari, che a mio parere sembravano delle macchiette. Mi sono però ricreduta e credo che l'autore abbia fatto un ottimo lavoro nel dare a tutti delle peculiarità precise senza però esagerare.
Un altro dettaglio che mi è piaciuto sono i disegni di Andrea Amaducci che accompagnano il racconto.
Appena avrò un attimo libero e sarò meno stanca mi butterò subito nella lettura degli altri due racconti.

Buona lettura!

effe.e.




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