Titolo Originale: La matematica delle bionde
Titolo Italiano: La matematica delle bionde
Anno Pubblicazione: 2013
Genere: Commedia romantica
Ambientazione: Contemporaneo, Milano
Serie: ---
Giudizio: 8½/10
Inizio a pensare che gli italiani (o meglio, le italiane)
sanno veramente scrivere (e soprattutto ideare) romanzi rosa. Anna Premoli è un esempio lampante (Come inciampare sul principe azzurro e Ti prego lasciati odiare) e ora
Federica Brunini, l’autrice del romanzo che sto per commentare.
La matematica delle
bionde è stata un’offerta lampo su Amazon per Kindle e l’ho comprato,
perché la copertina era bellina e perché poteva essere un romanzo divertente.
Devo ammettere però che non gli davo molta fiducia.
Sbagliavo, shame on me (citando Taylor Swift).
E’ la storia di Camilla Casteldiani, giornalista e amante di
Audrey Hepburn (ne sta scrivendo la biografia) e di uno scambio di quadri:
Invece di ricevere quello di Audrey, riceve un quadro di Marilyn Monroe. Dopo
aver cercato un contatto con il possessore del quadro e iniziato a fissare un
incontro, appare Lei, Marilyn che con una battuta e un pupu-bidu-pa sconvolge la vita della protagonista, che smette di
piangere per un amore finito e inizia una nuova vita.
Intanto iniziamo con il dire che questo romanzo è pieno di
frasi “da evidenziare”, quelle cioè che contengono una verità assoluta, un
pensiero profondo, una frase da scrivere sul diario, insomma. Esempio: Alla fine, noi siamo tutto quel che abbiamo,
baby, non dimenticarlo mai.
Oppure, esempio 2: Noi
donne siamo dotate di due armi formidabili, il trucco e le lacrime.
Fortunatamente per gli uomini, non possono essere utilizzate
contemporaneamente!Potrei fare mille esempi, sono frasi molto carine e simpatiche, tutte dette da Marilyn, logicamente.
Veramente, sarei tentata di trascriverle tutte, solo per il piacere di rileggerle e condividerle.
Esempio 3: Un buon
reggiseno è come l’uomo perfetto: è bello, ti sostiene e non ti delude mai.
Ok, la smetto.
Questo romanzo mi fa pensare al film Magic Mike: tutte siamo andate a vederlo per gli addominali degli
spogliarellisti (ammettetelo!), ma alla fine abbiamo quasi pianto perché la
storia era un po’ più profonda di quello che ci aspettavamo.
Così questa storia, all’apparenza è molto leggera, ma in
fondo parla del percorso che deve fare una ragazza per superare una storia
finita male. Che poi sono d’accordo con voi nel pensare che non è la fine del
mondo, temi importanti sono la morte, la guerra etc… , però dovete ammettere
che una delusione d’amore fa star male ed è capitata a tutti, chi più chi meno. E' una finestra sul mondo di oggi, la storia di una ragazza tipo che potrebbe essere ognuna di noi.
Camilla è fortunata perché ha Marilyn che la sosterrà nel
percorso di “guarigione”; Noi povere anime abbiamo questo libro molto
simpatico.
E la storia d’amore in sé, non è il punto focale del romanzo.
Tutti, dopo aver letto il riassunto, possiamo pensare che alla fine andrà con
il possessore del quadro di Marilyn (SPOILER: è vero), ma non è quello il fatto
principale del romanzo: quello che viene veramente descritto è il cambiamento,
la transizione. Il passaggio dal prima (ex ragazzo traditore, lavoro non
soddisfacente etc..) al poi (…) grazie all’aiuto delle persone che ti vogliono
bene (Marilyn in questo caso). Tornando al possessore del quadro, la sua
identità è sconosciuta fino alla fine del romanzo, quindi non è poi così
scontato come si può pensare.
“E’ troppo gentiluomo per essere un maschio! E’ bello, educato, raffinato, affascinante, elegante, comprensivo, sensibile, dolce, romantico… Un vero principe azzurro, ben felice della sua calzamaglia aderente…”
Consiglio assolutamente la lettura di questo romanzo, per
farvi qualche risata e passare qualche ora in piacevole compagnia di Camilla e
della sua amica Marilyn.
Buona lettura!
J.J.P.

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