Autori: Judith McNaught, Jude Deveraux, Kimberly Kates, Andrea Kane, Judith O'Brien
Titolo Originale: A Gift of Love
Titolo Italiano: (non disponibile)
Anno di Pubblicazione: 1996
Genere: Romance
Ambientazione: Varie
Serie: ---
Giudizio: 7½/10
Sono cinque racconti di Natale, più o meno realistici,
contemporanei e storici. Consiglio la lettura di questo libro, soprattutto nel
periodo natalizio. Io l’ho letto adesso e direi che avrei apprezzato tutto molto
di più se avessi avuto un panorama bianco fuori dalla finestra e un albero
addobbato in salotto…
DOUBLE
EXPOSURE
Judith
McNaught
La mia autrice di romance preferita non mi ha deluso neanche
questa volta.
La storia è molto più semplice rispetto agli altri romanzi
che ha scritto, ma lo giustifico perché è un racconto breve e non c’era
“spazio” sufficiente per sviluppare una vicenda più complessa, anche se devo
ammettere che in alcuni momenti ho trovato delle situazioni un po’ forzate.
Corey e Spencer si conoscevano fin dall’infanzia, ma a causa
di un fraintendimento hanno perso i contatti.
Si ritroveranno quando Corey, fotografa della rivista di famiglia,
dovrà fare un servizio sul matrimonio della nipote di lui…
La trama è simile ad altri suoi libri, a tutta la serie dei
fraintendimenti, per esempio.
Nonostante sia un racconto breve, i personaggi sono stati
descritti in maniera particolareggiata e questo è un punto a favore.
La scrittura è scorrevole, è sicuramente un racconto da
leggersi tutto d’un fiato.
Come praticamente ogni libro della McNaught anche qui il
titolo ha a che fare con il racconto, e non solo perché lei è una fotografa…
JUST CURIOUS
Jude Deveraux
Credo di averlo apprezzato anche più di quello della
McNaught, non tanto perché sia migliore, ma perché è stata una sorpresa. Una
piacevolissima sorpresa.
Ho intenzione di prendere la bibliografia di quest’autrice e
leggere tutti i suoi romanzi perché ho trovato questo racconto scoppiettante,
dolce, assolutamente incantevole.
Qui troviamo il cliché della segretaria con il suo capo, per
quanto poi la storia si sviluppi in maniera diversa. Sono quasi certa che
abbiano girato un film con più o meno la stessa trama, anche se ora non ricordo
il titolo.
Comunque, Karen è una segretaria alle dipendenze di
MacAllister Taggert (non sono certa quale sia il nome e quale il cognome) e la
sua opinione su di lui non è delle migliori: un playboy che cambia ragazza come
cambia i suoi vestiti. La donna, rimasta vedova qualche tempo prima, ha un
segreto: il desiderio di avere un figlio. Così quando viene sorpresa
nell’ufficio del capo e, invece di un licenziamento, riceve una proposta
particolare da lui (fingersi sua fidanzata al matrimonio di suo cugino), lei
chiede in cambio a lui di essere il donatore di sperma per il suo bambino.
E’ un racconto frizzante, divertente, romantico al punto
giusto, non sdolcinato. Il finale ha un che di forzato, in un certo senso, è
poco credibile. Nonostante questo, la scrittura è piacevole e disinvolta.
GABRIEL’S ANGEL
Kimberly Cates
E’ il racconto che mi è piaciuto di meno, ma non per questo
lo sconsiglio, anzi. E’ il primo, di questa raccolta, ambientato nel passato.
Alaina è una povera ragazza che il giorno di Natale conosce
Tristan, un ragazzo di buona famiglia. Decide così di spendere tutti i natali a
venire sbirciando dalla finestra della casa della famiglia di lui, per provare
un po’ del calore che a lei mancava. Alcuni anni più tardi, grazie alla
preghiera di Gabriel, figlio di Tristan, i due si incontrano di nuovo e Alaina
porterà di nuovo gioia nella loro vita.
La trama è quella di un uomo che alcuni eventi della propria
vita hanno reso duro e triste e che grazie all’amore ritrovano i sogni e la
speranza. Gabriel è convinto che Alaina sia il suo angelo e il fatto che lei
conosca Tristan e la sua famiglia la rende per loro un personaggio particolare.
Questa storia parla di un percorso, che avrà un comune finale felice, superando
le difficoltà diverse che ognuno dei personaggi aveva.
Tralasciando la blasfemia del Now, angel. Let me take you
now (Ora angelo, lascia che io ti prenda adesso), il racconto ha un che di magico, per quanto non ci sia vera e propria
magia (che troveremo invece abbondantemente in uno degli altri racconti).
L’ho trovato forse un po’ lento, a tratti noioso: ho avuto
voglia di saltare qualche pagina.
YULETIDE TREASURE
Andrea Kane
Questo racconto mi ha ricordato molto la storia de La Bella
e la Bestia.
Eric si è rinchiuso nel sua dimora per anni, senza mai uscire, né incontrare nessuno. Tutto questo dalla morte di sua sorella. Ha una nipote, Noelle, una ragazza terribile, che è stata ospitata da diverse famiglie al villaggio, ma poi sempre rimandata allo zio. Così Eric decide di cercare una governante per badare alla piccola peste, per poi cambiare idea e cercare invece una moglie. Per un incontro fortuito, incontra Brigitte, che accetterà la sua proposta.
Direi che nella mia personale classifica dei racconti di
questo libro, questo è in terza posizione.
Anche qui abbiamo un figlio (in questo caso, figlia) come elemento di
connessione tra i due protagonisti, il freddo conte e la gentile ragazza. Arrivata a questo punto del libro devo dire che ero un po’ annoiata, le ultime
storie erano tutte un po’ troppo uguali. Questo è stato un racconto piacevole,
non però all’altezza dei primi due. Ci sono delle scene divertenti, create soprattutto da Noelle, ma niente di più.
FIVE GOLDEN RINGS
Judith O’Brien
Qui abbiamo l’elemento magico vero e proprio: una sorta di
scambio di identità/viaggio nel tempo.
Una maestra di nome Emma assegna ai suoi studenti un compito sui 12 giorni di Natale. Uno degli studenti porta a scuola un anello d'oro. Avendo deciso di portare l'anello a casa per sicurezza, Emma se lo prova e poi si addormenta. Si risveglia nel 1832 in Indiana, sposata con un avvocato e con un bimbo che è morto da poco.
Non mi ha entusiasmato, ma non è neanche tra i peggiori: si legge.
L'ho letto molto velocemente perché volevo sapere quale fosse la spiegazione del viaggio nel tempo, però vi consiglio di godervelo, perché è molto suggestivo nelle ambientazioni e come storia in generale.
Ho apprezzato i personaggi, non tanto in quanto parti del racconto, ma come persone vere e proprie: lui molto premuroso dopo un periodo veramente triste della sua vita, l'amore che piano nasce e cresce tra i due.
Non mi è piaciuta la spiegazione che si dà della magia dell'anello, ma vabbè... sono opinioni.
Il titolo, se l’ho interpretato bene, dovrebbe essere una
citazione di una canzone natalizia e anche parte integrante del racconto,
logicamente, per quanto nel racconto gli anelli sono solo due, inseparabili.
J.J.P.