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Thursday, 23 May 2013
Commento: To Desire A Devil / Cuore Selvaggio (serie La Leggenda dei Quattro Soldati)
Autore: Elizabeth Hoyt
Titolo Originale: To Desire A Devil
Titolo Italiano: Cuore Selvaggio
Anno di Pubblicazione: 2009
Genere: Romance
Ambientazione: Londra, età georgiana
Serie: 4° della serie Legend of the Four Soldiers
Giudizio: 81/2/10
Beatrice Corning è una perfetta lady inglese; vive con l'anziano ed affettuoso, ma anche particolarmente tirchio, zio vedovo Reginald St Aubyn, conte Blanchard, aiutandolo nel ruolo di ospite e nell'amministrazione ed organizzazione della casa e dei domestici, ricoprendo a tutti gli effetti il ruolo della padrona di casa.
Durante una riunione politica organizzata a casa Blanchard, irrompe improvvisamente un uomo dall'aspetto selvaggio che, apparentemente in preda ad un raptus d'ira, esprimendosi in francese, afferma di essere il visconte Hope, ovvero il legittimo erede al titolo che da cinque è stato assunto dallo zio Reginald.
E' Beatrice che riconosce il selvaggio pazzoide: ha gli stessi occhi scurissimi del giovane erede del contado ritratto nel quadro che spesso si era trovata ad ammirare in casa Blanchard; Reynaud St Aubyn sembrerebbe essere tornato dall'oltretomba dopo sette anni in cui era stato dato per morto, durante la strage di Spinner's Falls.
Commento: To Seduce A Sinner / Inattese Seduzioni (serie La Leggenda dei Quattro Soldati)
Autore: Elizabeth Hoyt
Titolo Originale: To Seduce A Sinner
Titolo Italiano: Inattese Seduzioni
Anno di Pubblicazione: 2008
Genere: Romance
Ambientazione: Londra e Scozia, età georgiana
Serie: 2° della serie Legend of the Four Soldiers
Giudizio: 10
Bello! Mi sono piaciute molte cose, ma due sopra le altre: la scena della rosa, nella prima metà del romanzo e il pagliericcio.
Lady Melisande Fleming è innamorata da anni di Jasper Renshaw, visconte di Vale, un fascinoso libertino (finalmente uno che si "merita" tale nomea), dapprima fidanzato con la migliore amica di lei Emeline (To taste temptation) ed ora con un'altra giovane ragazza, che il giorno delle nozze lo abbandona all'altare, non che Jasper ne sia particolarmente dispiaciuto: la prende molto sportivamente, in effetti una donna vale l'altra per lui.
Melisande a questo punto coglie l'occasione per fare ciò che non avrebbe mai pensato di fare: raggiunge il visconte e gli propone di sposarlo, tuttavia nascondendo i suoi reali sentimenti.
Contro ogni sua aspettativa il visconte accetta e in un batter d'occhio i due sono marito e moglie.
Sunday, 19 May 2013
Commento: To Beguile A Beast / Come d'Incanto (serie La Leggenda dei Quattro Soldati)
Autore: Elizabeth Hoyt
Titolo Originale: To Beguile A Beast
Titolo Italiano: Come d'Incanto
Anno di Pubblicazione: 2009
Genere: Romance
Ambientazione: Scozia e Londra, età georgiana
Serie: 3° della serie Legend of the Four Soldiers
Giudizio: 10/10
Il mio primo approccio con Elizabeth Hoyt non fu dei migliori, mi riferisco a Wicked Intentions, motivo per cui avevo dei dubbi preconcetti su questo romanzo; tra l'altro il fatto che, a quanto ho visto, la Hoyt prediliga il periodo georgiano per ambientare i suoi racconti, purtroppo mi indispone leggermente (è un epoca storica che, socialmente parlando, non amo particolarmente), ciononostante, approcciandomi alla lettura di questo libro ho fatto un fioretto: cercare di essere immune a tale aspetto; fioretto che comunque si è rivelato poco necessario dato che la storia si svolge per gran parte in un rudere scozzese immerso nelle Highlands.
E' un buon libro, mi è certamente piaciuto molto.
La storia è molto buona, ha uno svolgimento accattivante e ben delineato.
Ho apprezzato molto che l'autrice non abbia creato dei personaggi troppo angelici, perfetti o redenti: la protagonista femminile, ad esempio, è una donna che, anni prima, ha fatto un errore madronale che le ha condizionato la vita in tutto e per tutto; ma la Hoyt non la fa apparire una povera vittima, come invece capita spesso di leggere, tutt'altro, in qualche modo la giudica per il suo sbaglio e non la scusa perché molto giovane, perché sognatrice o perché impulsiva, più semplicemente la fa convivere con il suo errore e con quello che ne deriva.
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