* Mi scuso ancora una volta per la poca cura di questo blog in quest'ultimo mese ma, la sottoscritta come anche le altre autrici di questo blog, "Floria Emilia" e la nostra graditissima new entry Jennifer Muderevu, sono state impegnate su diversi fronti. Ci scusiamo con la speranza di tornare in pompa magna!
Per quanto mi riguarda ho pronte e in programma diverse recensioni di nuove o future uscite di romanzi rosa storici (HR).*
Per ora vi lascio alla prima recensione della nostra Jennifer, sperando che possa esservi d'aiuto e colgo l'occasione per ringraziare Claudia Del Giudice che ci sottopone sempre delle letture che siamo molto felici di affrontare! M.E.G.
Autore: Cristina Zanetti
Titolo: Odissea
Anno di pubblicazione: 2014
Genere: Romanzo
Ambientazione: Bologna, contemporaneo
Giudizio: 5/10
Odissea è un piccolo romanzetto che ho avuto il piacevole privilegio, si fa per dire, di leggere questa estate. Esteticamente e formalmente, c'è da dire che è un libro breve, con racconti brevi, con un titolo breve. Tuttavia è un libro che richiede un lungo lasso di tempo per la lettura. A scanso di equivoci ciò non è dato da un lessico alto o da una profondità di contenuti, bensì da una mancata scorrevolezza nella lettura, perciò si ha la spiacevole impressione di percorrere un lungo e tedioso tragitto autostradale della Salerno Reggio Calabria in coda estiva, piuttosto che una raccolta di deliziosi scorci della vita privata dell'autrice.
Inoltre è un libro che può sopraffare il lettore, vista la gamma di informazioni contrastanti che gli vengono propinati. Per tanto, si necessita, di tanto in tanto, di interrompere con una sosta all'autogrill la lettura, anche nel bel mezzo del capitolo; ciò avviene per due motivi: o l'arrivo di un irrefrenabile colpo di sonno o di un mal di capo. In sintesi, frenesia isterica e staticità suicida si alternano inesorabilmente. Il linguaggio invece, si alterna tra preziosismi manieristici superflui, minuziosità oggettistica, tipica dei grandi romanzi russi ma mal riuscita a mio avviso, per proseguire con voli pindarici e consecutio temporum disarmanti e per finire con francesismi (o meglio turpiloqui) e linguaggio formale in imbarazzante conflitto. In soldoni, la forma è più ecclettica del contenuto stesso, ossia farcita di inquinamenti stilistici e letterari provenienti, per diretta ammissione dell'autrice, da altre opere lette prima e durante la stesura del libro.

