Autore: Kinley MacGregor
Titolo Originale: Taming the Scotsman
Titolo Italiano: Amare uno Scozzese
Anno Pubblicazione: 2003
Genere: Romance
Ambientazione: Scozia, Basso Medioevo
Serie: 4° della serie MacAllister
Giudizio: 10+/10
Premettendo l'ammissione che tutto ciò che parla di Scozia con me parte già in vantaggio, spero di essere abbastanza oggettiva nel dire che è un gran bel romanzo (forse a questo punto dovrei fare un commento sui voti che finora ho dato ai libri nel blog: quasi tutti hanno
giudizi alti...lo so, ma c'è una spiegazione: prima di comprare un libro solitamente mi informo anche abbastanza approfonditamente, leggendo diverse recensioni e quant'altro; è difficile che acquisti un libro a scatola chiusa, di conseguenza è altrettando difficile che legga un romanzo che poi valuto "insuffciente", però è capitato, vedi
Chiedimi di Amarti di Sylvia Day).
Nora è una ragazza scozzese veramente molto intraprendente, fresca, risoluta, spesso testarda, senza ombra di dubbio simpatica e un filo logorroica quando di innervosisce; è anche stata dotata, da madre natura, di grande bellezza. E' promessa a Ryan MacAren, ragazzo che Nora non cosidera affatto apprezzabile, sotto nessun aspetto (lo descrive come egoista, superbo e che puzza di sporco e uovo...insomma niente di augurabile), motivo per cui decide di scappare per recarsi a Londra dalla zia, che è niente meno che la regina Eleonora d'Aquitania (per quanto io non adori un utilizzo del genere di persoaggi storici nei romanzi che di storico hanno poco, in questo caso la regina non compare se non di nome, quindi io personalmente, non ci ho fatto caso più di tanto). Per andare in Inghilterra ha però bisogno di qualcuno che la scorti e decide che il "disgraziato" che dovrà portare a termine il compito è Ewan, quartogenito del potentissimo clan MacAllister.
Ewan è un personaggio particolare: vive in una specie di antro cavernoso sulla sommità di una collina, non perché sia un cavernicolo, un pazzo o un asceta ma perché si sta autopunendo per il suicidio del fratello Kieran, di cui si sente resposabile.
La vita eremitica, i sensi di colpa e il tormento che vive quotidianamente, hanno indurito il suo carattere, una volta tranquillo, pacato e "sottomesso" dalla prestanza e dalla vivacità degli altri fratelli, ora è scontroso, burbero e tenbroso; non stiamo comunque parlando di un mingherlino, tutt'altro, Ewan è un gigante, altro quasi due metri, più degli altri MacAllister, spalle belle larghe e nerboruto come solo, a quanto pare, uno scozzese medievale sa essere.
Ewan, inizialemente disturbato dalla loquacità e dall'insistenza di Nora, si riscopre affascinato e catturato dai suoi modi di fare e dalla sua spontaneità; durante il lungo viaggio pieno di insidie e contrattempi, verso la dimora dei MacAllister, dove Ewan decide di portarla invece che scortarla in Inghilterra, capisce di provare qualcosa di imporatente per lei.
E' un romanzo che definirei spontaneo, come ho fatto poco sopra nei confronti di Nora, mi sono divertita molto oltre che emozionata leggendolo; i dialoghi, soprattutto quelli tra Ewan e Nora sono divertenti, sagaci, accattivanti e giusti; la storia è bella, con un intreccio interessante e intrigante.
Ne ho letti tre della serie MacAllister e per quanto anche gli altri non siano male, questo è decisamente il migliore.
Buona lettura!
M.E.G.
P.s. La traduzione italiana è proprio fatta male, non che io abbia chissà quali qualifiche per dirlo, però la lettura è spesso poco scorrevole e pastosa: in particolar modo (ma non è l'unico problema), ci sono pronomi dimostrativi in esubero e non necessari per la comprensione della frase; in compenso mi è piaciuto molto l'utilizzo della forma contratta dei pronomi dimostrativi (m'ha, s'è, ecc.). Mah, c'ho l'impressione che, perché sono romanzi rosa e quindi per chissà quale arcano motivo considerati di bassa lega, le traduzioni italiane vengano soventemente fatte con i piedi (come in ogni genere ci sono le schifezze ma ci sono anche dei bei libri, di tutto rispetto)...
2. La conquista del cuore (Braden, Maggie)
4. Amare uno scozzese (Ewan, Nora)