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Monday, 6 May 2013

Commento: Born In Sin / Il Cavaliere del Re (serie MacAllister e serie Brotherhood of the Sword)


Autore: Kinley MacGregor
Titolo Originale: Born In Sin
Titolo Italiano: Il Cavaliere del Re
Anno Pubblicazione: 2003

Genere: Romance
Ambientazione: Inghilterra e Scozia, Basso Medioevo
Serie: 2° della serie Brotherhood of the Sword 
              3° della serie MacAllister
          

Giudizio: 91/2/10





La serie MacAllister è veramente molto bella, mi piace l'epoca e soprattutto l'ambientazione (anche se in realtà il romanzo si svolge per metà in Inghilterra e per il resto in Scozia e, come ho già detto da qualche altra parte, quando si parla di quest'ultima già sono in parte conquistata).
Dei tre che per ora ho letto, il migliore è senza dubbio Amare uno scozzese, seguito subito dopo da questo, per poi passare al capitolo di Braden (Claiming the highlander).
Sin MacAllister mi aveva incuriosito molto mentre leggevo Amare uno scozzese (che in realtà è successivo a questo, ma che io ho letto prima), principalmente perché 1. sembrava il personaggio più dannato del medioevo (e non si può resistere ad un bello e tormentato) e 2. perché volevo capire il motivo del suo nome, che vuol dire "peccato".
Qui si spiega chiaramente il tutto, con dovizia di dettagli e tristezza...e anche una giusta e molto piacevole dose di ironia (che a quanto pare, riesce molto bene alla MacGregor).

Saturday, 13 April 2013

Commento: Taming the Scotsman / Amare uno Scozzese (serie MacAllister)


Autore: Kinley MacGregor
Titolo Originale: Taming the Scotsman
Titolo Italiano: Amare uno Scozzese
Anno Pubblicazione: 2003

Genere: Romance
Ambientazione: Scozia, Basso Medioevo
Serie: 4° della serie MacAllister


Giudizio: 10+/10






Premettendo l'ammissione che tutto ciò che parla di Scozia con me parte già in vantaggio, spero di essere abbastanza oggettiva nel dire che è un gran bel romanzo (forse a questo punto dovrei fare un commento sui voti che finora ho dato ai libri nel blog: quasi tutti hanno giudizi alti...lo so, ma c'è una spiegazione: prima di comprare un libro solitamente mi informo anche abbastanza approfonditamente, leggendo diverse recensioni e quant'altro; è difficile che acquisti un libro a scatola chiusa, di conseguenza è altrettando difficile che legga un romanzo che poi valuto "insuffciente", però è capitato, vedi Chiedimi di Amarti di Sylvia Day).


Nora è una ragazza scozzese veramente molto intraprendente, fresca, risoluta, spesso testarda, senza ombra di dubbio simpatica e un filo logorroica quando di innervosisce; è anche stata dotata, da madre natura, di grande bellezza. E' promessa a Ryan MacAren, ragazzo che Nora non cosidera affatto apprezzabile, sotto nessun aspetto (lo descrive come egoista, superbo e che puzza di sporco e uovo...insomma niente di augurabile), motivo per cui decide di scappare per recarsi a Londra dalla zia, che è niente meno che la regina Eleonora d'Aquitania (per quanto io non adori un utilizzo del genere di persoaggi storici nei romanzi che di storico hanno poco, in questo caso la regina non compare se non di nome, quindi io personalmente, non ci ho fatto caso più di tanto). Per andare in Inghilterra ha però bisogno di qualcuno che la scorti e decide che il "disgraziato" che dovrà portare a termine il compito è Ewan, quartogenito del potentissimo clan MacAllister.

Ewan è un personaggio particolare: vive in una specie di antro cavernoso sulla sommità di una collina, non perché sia un cavernicolo, un pazzo o un asceta ma perché si sta autopunendo per il suicidio del fratello Kieran, di cui si sente resposabile.
La vita eremitica, i sensi di colpa e il tormento che vive quotidianamente, hanno indurito il suo carattere, una volta tranquillo, pacato e "sottomesso" dalla prestanza e dalla vivacità degli altri fratelli, ora è scontroso, burbero e tenbroso; non stiamo comunque parlando di un mingherlino, tutt'altro, Ewan è un gigante, altro quasi due metri, più degli altri MacAllister, spalle belle larghe e nerboruto come solo, a quanto pare, uno scozzese medievale sa essere.

Ewan, inizialemente disturbato dalla loquacità e dall'insistenza di Nora, si riscopre affascinato e catturato dai suoi modi di fare e dalla sua spontaneità; durante il lungo viaggio pieno di insidie e contrattempi, verso la dimora dei MacAllister, dove Ewan decide di portarla invece che scortarla in Inghilterra, capisce di provare qualcosa di imporatente per lei.

E' un romanzo che definirei spontaneo, come ho fatto poco sopra nei confronti di Nora, mi sono divertita molto oltre che emozionata leggendolo; i dialoghi, soprattutto quelli tra Ewan e Nora sono divertenti, sagaci, accattivanti e giusti; la storia è bella, con un intreccio interessante e intrigante.
Ne ho letti tre della serie MacAllister e per quanto anche gli altri non siano male, questo è decisamente il migliore.

Buona lettura!


M.E.G.



P.s. La traduzione italiana è proprio fatta male, non che io abbia chissà quali qualifiche per dirlo, però la lettura è spesso poco scorrevole e pastosa: in particolar modo (ma non è l'unico problema), ci sono pronomi dimostrativi in esubero e non necessari per la comprensione della frase; in compenso mi è piaciuto molto l'utilizzo della forma contratta dei pronomi dimostrativi (m'ha, s'è, ecc.). Mah, c'ho l'impressione che, perché sono romanzi rosa e quindi per chissà quale arcano motivo considerati di bassa lega, le traduzioni italiane vengano soventemente fatte con i piedi (come in ogni genere ci sono le schifezze ma ci sono anche dei bei libri, di tutto rispetto)...




Serie MacAllister: 1. Il cavaliere dei desideri (Draven, Emily)
                                 2. La conquista del cuore (Braden, Maggie)
                                 3. Il cavaliere del re (Sin, Caledonia)
                                 4. Amare uno scozzese (Ewan, Nora)
                                 5. L'estate della passione (Simon, Kenna)
                                 6. Il guerriero (Lochlan, Catarina)

                              
La bibliografia (parziale) di Kinley MacGregor
                           

Monday, 8 April 2013

Commento: When He Was Wicked / Amare un Libertino (serie Bridgerton)


 

Autrice: Julia Quinn
Titolo Originale: When He Was Wicked
Titolo Italiano: Amare un Libertino    uscita Novembre '13 in Conquiste d'amore
Anno di Pubblicazione: 2004

Genere: Romance
Ambientazione: Inghilterra e Scozia, Regency
Serie: 6° della serie Bridgerton

Giudizio: 10+/10






Il presupposto, direi illogico, di capire chi dei personaggi di una serie sia il mio preferito (o i miei preferiti) in questo caso mi sta risultando piuttosto arduo, anche se ad onor del vero, Colin Bridgerton se la sta battendo dignitosamente!
La Quinn, un po' come la McNaught nei suoi romanzi, in When He Was Wicked non ha voluto certamente rendere la storia poco sofferta né per Francesca Bridgerton né per, l'oltremodo fascinoso, Michael Stirling (c'era rimasto poco che versassi una lacrima) né tantomeno per noi lettori.

Procedendo con ordine:
siamo nel Marzo del 1820, a Londra e la ventiduenne Francesca, sestogenita di casa Bridgerton si è sposata da poco meno di due anni con John Stirling, Conte di Kilmartin; è un'unione d'amore e si capisce da subito, quando Francesca, John e Michael (cugino del conte, anche se cresciuti come fratelli) si trovano nel salotto della casa londinese dei Kilmartin; è tutto idilliaco, almeno per Francesca e John, che sono estremamente innamorati (come ho scritto poco fa è stato un matrimonio d'amore), per quanto riguarda Michael invece l'aria è tutt'altro che felice, è infatti pazzamente-innamorato-e-non-ricambiato proprio di Francesca, che chiaramente ne è all'oscuro. Quest'ultimo, per cercare di tenere nascosto questo sentimento rafforza e proclama il suo status di libertino, conquistatosi ormai da tempo (vorrei fare un appunto: io non lo avrei definito proprio con questo termine, certamente ci troviamo davanti ad un Don Giovani in piena regola, ma libertino mi pare eccessivo: ergo sono in disaccordo con la scelta del titolo italiano) e conquistatosi il ruolo di migliore amico della sposa.
Il fato purtroppo (e dico “purtroppo” perché mi è veramente dispiaciuto) vuole che John muoia poco dopo, per cause naturali; sono pagine molto tristi quelle in cui avviene la tragedia, questo perché la Quinn, almeno per quanto mi riguarda, lo presenta come un perfetto gentiluomo oltre che un amorevole marito, tanto che, ad essere onesti, durante la lettura dei primi capitoli mi sono chiesta come avrei potuto trovare la storia d'amore fra Francesca e Michael giusta, senza pensare a John con rammarico per la sua morte prematura.
Subito dopo la dipartita del marito, è la vita di Michael quella che subisce la scossa più forte, imprevista e per diversi aspetti indesiderata: in linea di successione è infatti lui che eredita il contado; questo gli crea non pochi problemi: si sente un usurpatore non solo per l'aspetto meramente economico e titolare ma anche perché questo gli permetterebbe di avere Francesca e si rifiuta di vedere del positivo nella morte del cugino (giustamente!); a questo punto decide di auto-infliggersi l'esilio dall'Inghilterra, da cui resterà lontano per quattro anni. 
La storia entra nel vivo al suo ritorno, dove trova tutto come aveva lasciato, soprattutto l'amore che lo lega alla giovane vedova, che si è tutt'altro che affievolito; tuttavia la sua amata è ora decisa a cercarsi un nuovo marito per avere un figlio e Micheal, in quanto capofamiglia, si trova nello scomodo ruolo di aiutante nella ricerca. (Sembra tanto, ma in realtà vi ho raccontato solo i primissimi capitoli).

Rispetto ai precedenti libri della serie, il resto dei Bridgerton è poco presente in questo romanzo, fatta eccezione per Colin che ha un ruolo di grande rilievo (di qui l'accrescimento della mia preferenza verso di lui).
La storia si svolge in contemporanea con quella di Colin (Romancing Mr. Bridgerton / Un uomo da conquistare) e quella di Eloise (To Sir Philipwith love / A Sir Philip con amore), completamente assenti sono Anthony, Benedict, Daphne e Gregory; fanno una breve comparsa Kate e Sophie durante la festa di compleanno della Viscontessa madre.
Altro grande assente è Lady Whistledown; tutto questo però si può spiegare facilemente con la scelta che la Quinn fa dell'ambientazione, più della metà del romanzo si svolge infatti in Scozia, luogo di origine della famiglia Stirling, come facilmente si può dedurre dal cognome.

Con la Quinn si va sempre a colpo sicuro, scrive divinamente, ho letto diversi libri del genere e devo dire che lei cattura l'attenzione senza scampo; i dialoghi che instaura fra i personaggi sono vividi ed appassionanti; mancano, fortunatamente, gli artefatti che spesso rendono poco reale la storia.
Nella mia personale classifica delle autrici del genere (classifica sempre in aggiornamento: accetto volentieri consigli!) Julia Quinn ha rapidamente raggiunto i primi posti.


Buona lettura!

M.E.G. 




Serie Bridgerton: 1. Il duca ed io (Daphne, Simon)
                                2. Il visconte che mi amava (Anthony, Kate)
                                3. La proposta di un gentiluomo (Benedict, Sophie)
                                4. Un uomo da conquistare (Colin, Penelope)
                                5. A Sir Philip con amore (Eloise, Philip)
                                6. Amare un libertino (Francesca, Michael)
                                7. Tutto in un bacio (Hycinth, Gareth)
                                8. Il vero amore esiste (Gregory, Lucy)
                                9. The Bridgertons: happily ever after