Autrice: Julia Quinn
Titolo Originale: When He Was Wicked
Titolo Italiano: Amare un Libertino uscita Novembre '13 in Conquiste d'amore
Anno di Pubblicazione: 2004
Genere: Romance
Ambientazione: Inghilterra
e Scozia, Regency
Serie: 6° della serie Bridgerton
Giudizio: 10+/10
Il presupposto, direi
illogico, di capire chi dei personaggi di una serie sia il mio
preferito (o i miei preferiti) in questo caso mi sta risultando
piuttosto arduo, anche se ad onor del vero, Colin Bridgerton se la sta
battendo dignitosamente!
La Quinn, un po' come la
McNaught nei suoi romanzi, in When He Was Wicked non ha voluto
certamente rendere la storia poco sofferta né per Francesca
Bridgerton né per, l'oltremodo fascinoso, Michael Stirling (c'era
rimasto poco che versassi una lacrima) né tantomeno per noi
lettori.
Procedendo con ordine:
siamo nel Marzo del 1820,
a Londra e la ventiduenne Francesca, sestogenita di casa Bridgerton
si è sposata da poco meno di due anni con John Stirling, Conte di
Kilmartin; è un'unione d'amore e si capisce da subito, quando
Francesca, John e Michael (cugino del conte, anche se cresciuti come fratelli) si trovano nel salotto della casa londinese dei Kilmartin;
è tutto idilliaco, almeno per Francesca e John, che sono
estremamente innamorati (come ho scritto poco fa è stato un
matrimonio d'amore), per quanto riguarda Michael invece l'aria è
tutt'altro che felice, è infatti pazzamente-innamorato-e-non-ricambiato proprio di Francesca, che
chiaramente ne è all'oscuro. Quest'ultimo, per cercare di tenere nascosto questo sentimento rafforza e proclama il suo status di libertino, conquistatosi ormai da tempo
(vorrei fare un appunto: io non lo avrei definito proprio con questo termine, certamente
ci troviamo davanti ad un Don Giovani in piena regola, ma libertino
mi pare eccessivo: ergo sono in disaccordo con la scelta del titolo italiano)
e conquistatosi il ruolo di migliore amico della sposa.
Il fato purtroppo (e dico
“purtroppo” perché mi è veramente dispiaciuto) vuole che John
muoia poco dopo, per cause naturali; sono pagine molto tristi quelle
in cui avviene la tragedia, questo perché la Quinn, almeno per
quanto mi riguarda, lo presenta come un perfetto gentiluomo oltre che
un amorevole marito, tanto che, ad essere onesti, durante la lettura
dei primi capitoli mi sono chiesta come avrei potuto trovare la
storia d'amore fra Francesca e Michael giusta, senza pensare a John con
rammarico per la sua morte prematura.
Subito dopo la dipartita del marito, è la vita di Michael quella che subisce la scossa più forte, imprevista e
per diversi aspetti indesiderata: in linea di successione è infatti
lui che eredita il contado; questo gli crea non pochi problemi: si
sente un usurpatore non solo per l'aspetto meramente economico e
titolare ma anche perché questo gli permetterebbe di avere Francesca
e si rifiuta di vedere del positivo nella morte del cugino
(giustamente!); a questo punto decide di auto-infliggersi l'esilio
dall'Inghilterra, da cui resterà lontano per quattro anni.
La storia
entra nel vivo al suo ritorno, dove trova tutto come aveva lasciato,
soprattutto l'amore che lo lega alla giovane vedova, che si è tutt'altro che
affievolito; tuttavia la sua amata è ora decisa a cercarsi un nuovo
marito per avere un figlio e Micheal, in quanto capofamiglia, si
trova nello scomodo ruolo di aiutante nella ricerca. (Sembra tanto, ma in realtà vi ho raccontato solo i primissimi capitoli).
Rispetto ai precedenti
libri della serie, il resto dei Bridgerton è poco presente in
questo romanzo, fatta eccezione per Colin che ha un ruolo di grande
rilievo (di qui l'accrescimento della mia preferenza verso di lui).
Altro grande assente è
Lady Whistledown; tutto questo però si può spiegare facilemente con
la scelta che la Quinn fa dell'ambientazione, più della metà del
romanzo si svolge infatti in Scozia, luogo di origine della famiglia
Stirling, come facilmente si può dedurre dal cognome.
Con la Quinn si va sempre
a colpo sicuro, scrive divinamente, ho letto diversi libri del genere
e devo dire che lei cattura l'attenzione senza scampo; i dialoghi che instaura fra i
personaggi sono vividi ed appassionanti; mancano, fortunatamente, gli
artefatti che spesso rendono poco reale la storia.
Nella mia personale
classifica delle autrici del genere (classifica sempre in
aggiornamento: accetto volentieri consigli!) Julia Quinn ha
rapidamente raggiunto i primi posti.
Buona lettura!
M.E.G.
6. Amare un libertino (Francesca, Michael)